2) Mazzini. Noi crediamo.
Dopo aver fatto un elogio della religione, Mazzini espone i punti
principali del suo credo, che sta alla base della sua azione
politica.
G. Mazzini, Fede e avvenire.

 Noi cademmo come partito politico. Dobbiamo risorgere come
partito religioso.
L'elemento religioso  universale, immortale: universalizza e
collega. Ogni grande rivoluzione ne serba impronta, e lo rivela
nella propria origine o nel fine che si propone. Per esso si fonda
l'associazione. Iniziatori d'un nuovo mondo, noi dobbiamo fondare
l'unit morale, il cattolicismo Umanitario. E moviamo confortati
dalla santa promessa di Ges: cerchiamo il nuovo Evangelio del
quale ei ci lasci, poco prima di morire, la speranza immortale, e
del quale l'Evangelio cristiano  il germe, come l' uomo  germe
dell'Umanit. Sulla via fecondata da cinquanta generazioni di
martiri, noi salutiamo con Lessing quell'immenso avvenire, la cui
leva avr a punto d'appoggio la Patria, per fine l'Umanit, quando
i popoli stringeranno un Patto comune e definiranno fratelli la
missione di ciascuno nel futuro, l'ufficio che spetta a ciascuno
nell'associazione generale governata da una legge per tutti, da un
Dio per tutti. Spetta a noi d'affrettare il momento in cui la
campana a stormo dei popoli, la Rivoluzione, convocher una
Convenzione che sia un vero Concilio generale. La guerra nostra
dev'essere quindi una santa crociata. Splenda Dio sulla nostra
bandiera come sui nostri fati. Superiore a tutte le rovine del
vecchio mondo s'innalzi un terreno sul quale i popoli possano
ardere l'incenso della riconciliazione. E possa almeno ciascun di
noi sapere che cosa rispondere a chi volesse chiederci: d'onde
movete? in nome di chi predicate?.
Ho udito sovente interrogazione siffatta. S'affermava pi volte
intorno al nostro nucleo d'apostolato che mancava agli uomini
della repubblica una origine filosofica, un principio
incontrastabile, sorgente della loro credenza. Gli accusatori
erano, giova notarlo, uomini che credono di avere una filosofia
perch alcuni tra i loro seguaci hanno raccolto una collezione di
filosofie - una religione, perch hanno preti - una dottrina
politica, perch hanno birri e mitraglia. Pur nondimeno, l'accusa
era raccolta da uomini di buona fede che notavano, costretti,
nelle nostre file un difetto visibile d'unit, di sintesi
d'armonia, un vuoto di credenze religiose da non potersi
facilmente conciliare col fine sociale ed essenzialmente religioso
dichiarato ogni tanto dai repubblicani.
Or noi possiamo rispondere:
Veniamo in nome di Dio e dell'Umanit.
Noi crediamo in un Dio solo, autore di quanto esiste, Pensiero
vivente, assoluto, del quale il nostro mondo  raggio e l'Universo
una incarnazione.
Crediamo in un'unica Legge generale, immutabile, che costituisce
il nostro modo d'esistere, abbraccia ogni serie di fenomeni
possibili, esercita continua un'azione sull'universo e su quanto
vi si comprende, cos nel suo aspetto fisico come nel morale.
Ogni legge esigendo un fine da raggiungersi, crediamo nello
sviluppo progressivo, in ogni cosa esistente, delle facolt e
delle forze, che sono facolt in moto, verso quel fine ignoto,
senza il quale la legge sarebbe inutile e l'esistenza
inintelligibile.
E dacch ogni legge ha interpretazione e verificazione nel proprio
soggetto, noi crediamo nell'Umanit, ente collettivo e continuo,
nel quale si compendia l'intera serie ascendente delle creazioni
organiche e si manifesta pi che altrove il pensiero di Dio sulla
terra, siccome unico interprete della Legge.
Crediamo che l'armonia tra il soggetto e la legge essendo
condizione d'ogni esistenza normale, fine noto e immediato di
tutti gli sforzi  lo stabilimento pi sempre compiuto e sicuro di
quell'armonia, merc la scoperta della legge e l'immedesimarsi del
soggetto in essa.
Crediamo nell'Associazione, che non  se non la credenza attiva in
un solo Dio, in una sola Legge e in un solo Fine, come nel solo
mezzo posseduto da noi per tradurre il Vero in realt, come in
metodo del Progresso, come nella sola via esistente di
perfezionamento, cos che al pi alto grado possibile di progresso
umano debba corrispondere la pi vasta formola possibile
d'associazione, conquistata e applicata.
Crediamo quindi nella Santa Alleanza dei Popoli, come quella ch'
la pi vasta formola d'associazione possibile nell'Epoca nostra -
nella libert e nell' eguaglianza dei popoli, senza le quali non
ha vita associazione vera - nella nazionalit, ch' la coscienza
dei popoli e che assegnando ad essi la loro parte di lavoro
nell'associazione, il loro ufficio nell'Umanit, costituisce la
loro missione sulla terra, cio la loro individualit, senza la
quale non  possibile libert, n eguaglianza - nella santa
Patria, culla della nazionalit, altare e lavoreria per gli
individui che compongono ciascun popolo.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, l97l, volume
ventesimo, pagine 356-357.
